Quando pensiamo alla Cina, è difficile non immaginarla piena di treni super veloci, città intelligenti, robot, satelliti e app che fanno davvero di tutto. Ma com’è possibile che un Paese sia cambiato così tanto in così poco tempo? I cinesi hanno un’espressione perfetta per descrivere questo ritmo: 日新月异 (rì xīn yuè yì), che può essere tradotto come “ogni giorno qualcosa di nuovo, ogni mese qualcosa di diverso”.
Questo 成语 ha radici antichissime. Secondo il Daxue (大学), un classico confuciano raccolto nel periodo Han, il fondatore della dinastia Shang, il re Tang, fece incidere su una bacinella usata per lavarsi ogni giorno questi caratteri: “苟日新,日日新,又日新”. Che significa: “Se riesci a rinnovarti oggi, allora rinnovati ogni giorno, e continua a rinnovarti ancora”. In origine, era un invito a migliorarsi moralmente ogni giorno, ma nel tempo ha assunto un significato più ampio: evoluzione costante, cambiamento positivo e continuo sviluppo.
Non a caso, oggi, questo 成语 è usato spesso nei testi ufficiali per raccontare il progresso della Cina moderna. In un articolo del 2022 pubblicato dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme (中华人民共和国国家发展和改革委员会) si sottolinea come 日新月异 descriva bene i traguardi raggiunti dalla Cina in settori chiave come la tecnologia verde, il digitale e l’innovazione scientifica.
In fondo, 日新月异 è una vera e propria filosofia di vita. Invita a non arrendersi, ad avere sempre lo sguardo rivolto in avanti, a essere curiosi e pronti al cambiamento,
Anche se a volte il ritmo può sembrare travolgente, c’è qualcosa di estremamente ispirante in questa corsa verso il futuro. E magari anche noi, nel nostro piccolo, possiamo affrontare ogni nuovo giorno con quello stesso spirito di continuo miglioramento.
Come diciamo anche in italiano: “Non si finisce mai di imparare” e “chi si ferma è perduto”. Il senso è lo stesso: vivere il cambiamento non solo come sfida, ma come opportunità.
Tania Vendemia
https://baike.baidu.com/item/%E6%97%A5%E6%96%B0%E6%9C%88%E5%BC%82/1540218
https://www.ndrc.gov.cn/wsdwhfz/202212/t20221227_1343894.html
我的机器人男友 [wǒ de jī qì rén nán yǒu, My Robot Boyfriend, Il Mio Fidanzato Robot] è una serie TV cinese romantica di fantascienza del 2019 diretta da Zhang Xiaozheng (张晓峰), un regista specializzato in drama contemporanei e urban fantasy. La serie è stata prodotta in Cina da Feixia Films, Guangcai Century Media, Jiangyin Star e Tencent Film e trasmessa prima su Zhejiang TV e poi sulle altre principali piattaforme on line come Mango TV, Tencent Video e iQiyi.
La storia ruota attorno a Lin Mo Bai (Jiang Chao), un giovane uomo che, dopo un grave incidente, viene salvato grazie a un esperimento medico segreto che lo trasforma in un "semi-robot". Dotato di straordinarie capacità tecnologiche, forza potenziata e un chip cerebrale, Lin Mo Bai cerca di reinserirsi nella vita quotidiana senza rivelare la sua nuova identità.
Per un comico malinteso, entra nella sua vita la protagonista femminile, Jiang Meng Yan (Mao Xiaotong), una giovane giornalista determinata e altruista. Tra i due nasce una storia d'amore complicata dalla doppia identità di Mo Bai e dai conflitti etici e sociali legati all’uso della tecnologia sul corpo umano.
Ad arricchire la storia principale, compare anche la side-story con il neurologo Hu Yufei e la designer di gioielli Qiao Keming che tornano dall'estero e intrecciano le proprie vicende amorose a quelle dei protagonisti.
La serie esplora i temi dell’umanità, delle emozioni artificiali, del confine tra uomo e macchina e delle responsabilità che derivano dallo sviluppo tecnologico, specialmente nell'ambito medico, riflettendo anche l’ambizione cinese di posizionarsi come leader nel campo dell’IA e della biotecnologia.
我的机器人男友 pone l’accento su quanto sia importante l’umanità rispetto alla perfezione artificiale, se si creano disparità e ci si chiede: “È giusto manipolare il corpo umano per sopravvivere o amare di più?”, “L'uomo è per metà macchina: ha ancora libero arbitrio? Prova emozioni reali?”, “il potenziamento tecnologico può creare nuove disuguaglianze sociali?”.
Curiosità: L'attrice Mao Xiaotong è molto apprezzata e famosa per i suoi ruoli in storie romantiche e storiche, come Empresses in The Palace (2012) e Nothing But Thirty (2020), molto consigliato. Per contro, Jiang Chao, ex modello e attore, ha attirato l'attenzione in questo sceneggiato per la complessità del personaggio "ibrido". Vincitore del programma musicale Super Boy nel 2010 ha anche inciso diverse canzoni, anche se resta famoso di più come attore nelle serie TV di Tiny Times e per aver vinto il premio come attore più popolare al 2° Festival dell'Asia New Media Film per The Fox's Summer. Dopo la fine della serie di 我的机器人男友, l'attore Jiang Chao è stato coinvolto in scandali personali che hanno influenzato la sua carriera. Tuttavia, il suo ruolo in questa serie è ancora molto apprezzato.
Altra curiosità: nonostante il budget non altissimo, la serie utilizza tecniche digitali e motion capture per rendere realistici i movimenti del protagonista-robot.
Valeria Pannozzo
Questo mese il libro che ti consiglio di leggere riguarda un tema a cui la Cina sta prestando particolarmente attenzione negli ultimi anni, ovvero quelle delle energie rinnovabili.
Il titolo è “Cina, nuova egemonia: la guerra dei metalli rari” di Giovanni Brussato.
Pubblicato nel 2024, esplora come la Cina stia diventando un'importante potenza globale grazie al suo controllo sulle risorse di metalli rari, essenziali per le tecnologie moderne e la transizione energetica. L'opera analizza come la Cina, dopo aver sviluppato competenze geologiche e minerarie, abbia sfruttato la sua posizione per dominare il mercato di questi elementi, creando una sorta di "guerra dei metalli rari".
Il passaggio dai combustibili fossili a fonti rinnovabili: cosa comporta realmente questa transizione? Chi la controlla?
Come evidenziato dall’autore, al momento, la Cina è considerata il leader del settore grazie al suo accesso alle materie prime e alla sua enorme capacità di trasformarle in prodotti finiti, ottenendo un vantaggio competitivo ed influenzando di conseguenza le dinamiche di mercato e le politiche internazionali.
Ma non è tutto oro ciò che luccica, perché anche Pechino dipende da altri paesi per alcune risorse, come ad esempio dall’Africa, divenuta tra l’altro, territorio di scontro con l’Occidente.
Il passaggio alle fonti rinnovabili (eolico, solare) richiede una grande quantità di materiali rari tra cui litio, cobalto, terre rare, su cui la Cina detiene una posizione di quasi monopolio sulle risorse estraibili. Questo crea una dipendenza globale da Pechino.
Il libro descrive la competizione strategica tra le nazioni per assicurarsi l’approvvigionamento di questi metalli paragonandola ad una vera e propria “guerra dei metalli” e allo stesso tempo accusa la Cina di adottare politiche internazionali poco chiare, “colpevolizzandola” di utilizzare il carbone per consumo interno e promuovere al tempo stesso l’immagine di un’economia verde soprattutto nell’utilizzo dei pannelli solari.
L’autore però evidenzia delle criticità anche nel comportamento dei paesi Occidentali che da un lato promuovono la quasi riuscita della transizione energetica e dall’altro dipendono da Pechino per i materiali necessari.
In sintesi, il libro, offre una visione critica e approfondita della geopolitica dei metalli rari e del ruolo della Cina in questo contesto, mettendo in luce le sfide e le opportunità che la transizione energetica presenta per il futuro del pianeta.
Tu cosa ne pensi? Scrivici nel nostro salotto del club su Whatsapp. Buona lettura!
Veronica Picardi
Fonti: Cina, la nuova egemonia: la guerra dei metalli rari di Brussato Giovanni
Se non hai mai sentito parlare del Luósīfěn (螺蛳粉), preparati: è uno dei piatti più chiacchierati (e... odorosi) in Cina! Originario di Liuzhou, una città nella regione del Guangxi, questo piatto consiste in una zuppa di noodles di riso con brodo di lumache d’acqua dolce, accompagnata da verdure fermentate, tofu secco, arachidi, bamboo marinato e chili oil. Il suo odore è così forte che molti lo definiscono “il durian dei noodles”... ma chi lo assaggia, spesso li trova deliziosi!
Luosifen e tecnologia
Negli ultimi anni, il Luosifen è passato da specialità locale a fenomeno nazionale e internazionale. Durante la pandemia, le vendite delle versioni istantanee sono esplose: milioni di confezioni al giorno prodotte, esportazioni in oltre 30 paesi e un’intera economia costruita intorno a questi noodles “puzzolenti”. Le aziende alimentari di Liuzhou hanno automatizzato l'intero processo: dalle verdure fermentate alle bustine di brodo, ogni fase è gestita da robot, sensori e sistemi di monitoraggio smart. La Guangxi Meiji Food Technology, per esempio, produce più di 300.000 pacchetti al giorno con macchinari intelligenti.
Inoltre, grazie al big data e all’intelligenza artificiale, le aziende analizzano recensioni e preferenze dei clienti per personalizzare il prodotto: più o meno piccante, con o senza arachidi, oppure versioni vegane. E se sei eco-consapevole, amerai sapere che stanno sviluppando anche packaging intelligenti e biodegradabili che cambiano colore se il contenuto è andato a male.
Sui social cinesi come Douyin (la versione cinese di TikTok), migliaia di utenti fanno video in cui assaggiano il Luosifen per la prima volta, con reazioni esilaranti. Anche gli influencer occidentali stanno entrando nel trend, e non è raro vedere lo slogan “so smelly, so good” (così puzzolente, così buono) in magliette e meme.
Il governo locale ha colto al volo l’occasione: ha organizzato festival del Luosifen, trasmissioni live, e ha persino costruito musei dedicati. Secondo dati ufficiali, nel 2024 l’industria del Luosifen ha generato oltre 75 miliardi di yuan, creando più di 300.000 posti di lavoro.
Il Luosifen ed il suo successo mostra come una tradizione locale possa dialogare con la tecnologia, diventare virale, trasformarsi in business e arrivare sulle tavole di tutto il mondo! Non solo una zuppa dal sapore forte, ma una metafora di cambiamento ed adattamento al mondo tecnologico.
Laura Bennardo
https://m.youtube.com/watch?v=z28nXtGutII
https://www.globaltimes.cn/page/202502/1328399.shtml?
Negli ultimi anni, la Cina si è distinta come uno dei principali attori nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, investendo risorse ingenti in ricerca, infrastrutture e sperimentazioni su larga scala. La tecnologia è promossa non solo come motore economico, ma anche come strumento per rafforzare la governance, ottimizzare la vita urbana e consolidare il controllo sociale. Tuttavia, questa corsa verso l’innovazione solleva interrogativi sempre più urgenti in merito all’etica, alla responsabilità algoritmica e all’impatto sociale.
Un esempio emblematico di tale dinamica è rappresentato dal progetto Apollo Go, il servizio di taxi autonomi sviluppato da Baidu, attivo in diverse città cinesi e con un’espansione particolarmente significativa a Wuhan. In questa metropoli, il progetto ha superato la fase pilota per raggiungere una scala quasi industriale, con centinaia di robotaxi 萝卜快跑 (Luóbo Kuàipǎo) che circolano quotidianamente in aree urbane anche ad alta densità. I veicoli operano in piena autonomia, senza conducente né supervisore umano a bordo — una caratteristica che rende il progetto uno dei più avanzati al mondo in termini di automazione totale nel trasporto pubblico.
Se da un lato Apollo Go rappresenta un traguardo tecnologico notevole, dall’altro ha acceso un acceso dibattito tra cittadini, accademici e operatori del settore. I passeggeri, inizialmente incuriositi, hanno presto sollevato dubbi legati alla sicurezza: come reagisce l’intelligenza artificiale a situazioni impreviste? Chi interviene in caso di guasto o malfunzionamento? Il problema, oltre che tecnico, è profondamente normativo: chi è responsabile in caso di incidente?
Ad oggi, non esiste in Cina un quadro legislativo nazionale esaustivo per regolare i veicoli autonomi. Le autorizzazioni sono rilasciate a livello locale, spesso sotto forma di progetti sperimentali con norme poco chiare sulla responsabilità civile, sull’uso dei dati biometrici raccolti a bordo e sul trattamento delle informazioni personali. Le autorità hanno annunciato piani per riformare il sistema di “revisione etica” delle tecnologie emergenti, ma queste misure restano ambigue e, in molti casi, facoltative.
Un altro nodo critico riguarda l’impatto sociale dell’IA. La diffusione dei robotaxi mette direttamente a rischio il lavoro di decine di migliaia di tassisti, una categoria già messa alla prova dalla gig economy e dalle piattaforme di ride-hailing. Il governo cinese parla di “riconversione professionale” come soluzione, ma mancano al momento programmi su larga scala capaci di assorbire il potenziale esubero.
Nel frattempo, le grandi aziende tecnologiche continuano a beneficiare di un sostegno governativo che privilegia l’efficienza e la crescita rispetto alla giustizia sociale. Questo squilibrio evidenzia una tensione sistemica tra le logiche dello sviluppo economico e le esigenze di inclusione sociale, una dicotomia particolarmente marcata nel modello cinese.
L’esperienza di Apollo Go si inserisce in un più ampio paradigma di governance algoritmica promosso dal Partito Comunista Cinese. In questo modello, l’IA non è solo uno strumento funzionale alla modernizzazione, ma diventa un mezzo di legittimazione politica, soprattutto quando applicata in settori come la sorveglianza urbana, la sanità predittiva o la gestione dei flussi migratori interni.
Non sorprende quindi che i progetti più ambiziosi ricevano visibilità mediatica e supporto istituzionale, mentre le critiche vengono smorzate o canalizzate in forme di feedback controllato. Le implicazioni etiche, però, restano aperte: fino a che punto può spingersi un sistema tecnologico che si autoalimenta senza contropoteri reali? E quale ruolo possono avere i cittadini in un ambiente dove le decisioni sono sempre più delegate a modelli opachi e proprietari?
Il caso dei robotaxi a Wuhan rappresenta molto più di una novità nel settore della mobilità urbana: è un indicatore delle sfide sistemiche poste dall’intelligenza artificiale in Cina. Esso riflette la complessità di un ecosistema tecnologico dove innovazione, controllo e ambiguità normativa convivono, spesso senza un reale dibattito pubblico.
Chari De Santis
Wang, Jing. “Baidu’s Mass Robotaxi Rollout Stirs Heated Debate in China.” Sixth Tone, May 31, 2024. https://www.sixthtone.com/news/1015505
Wang, Scott. “Robotaxis Make Friends and Enemies on the Streets of Wuhan.” Car News China, July 18, 2024. https://carnewschina.com/2024/07/18/robotaxis-make-friends-and-enemies-on-the-streets-of-wuhan/
Abbiamo spesso parlato di come le pratiche del Feng Shui siano da secoli un pilastro della cultura cinese, radicate nella filosofia taoista e nell’osservazione della natura. Quando si parla di queste tecniche, non si tratta solo dell'ordine degli elementi nello spazio, ma di una visione più profonda dell’armonia tra l’uomo, l’ambiente e le forze interne e cosmiche. Ad oggi, la tradizione del Feng Shui continua a giocare un ruolo importante nella progettazione di edifici o nell’interior design della propria casa. La Cina è, allo stesso tempo, un paese all'avanguardia nelle tecnologie più avanzate e una potenza moderna sempre più proiettata al futuro. Metropoli come Shanghai e Pechino sono il perfetto connubio tra tradizione e futurismo: pur avendo un’architettura contemporanea, mantengono un impianto urbano che rispetta i principi del Feng Shui e della natura.
Ma in che modo queste innovazioni tecnologiche stanno entrando nelle nostre casa o possono aiutarci con l’organizzazione dei nostri spazi?
Il Feng Shui si basa sull’idea che l’energia (Qi) debba scorrere in modo fluido e armonioso all’interno di uno spazio. Quando questo non avviene a causa di ambienti disordinati, poco ariosi o mal orientati, il Qi ristagna, creando squilibri sul benessere fisico, mentale e spirituale delle persone. In questi casi le innovazioni tecnologiche, come l’intelligenza artificiale, possono intervenire per ottimizzare l’ambiente:
Lampadine wireless o bluetooth: usate come supporto alla luce naturale. Favoriscono un’illuminazione coerente con il ritmo del corpo e l’intensità può essere regolata a piacere tramite app dal cellulare o tramite assistenti virtuali;
Assistenti virtuali: (come Alexa, per intenderci). Questi se usati al meglio delle loro potenzialità possono regalarci un ambiente di lavoro o familiare più personalizzato sulle nostre necessità. A questi possiamo chiedere di far partire dell’ottima musica rilassante, per noi o le nostre piantine domestiche, o regolare il volume per creare un’atmosfera di rilassamento o favorire la concentrazione.
Inoltre, sul web esistono numerose applicazioni e strumenti digitali che richiamano le pratiche del Feng Shui, progettate per guidare chi desidera applicare questa antica disciplina nella vita quotidiana. Grazie a queste risorse, è possibile avere un supporto pratico per organizzare gli spazi della casa o dell’ufficio, facilitando scelte consapevoli e in linea con i principi energetici.
Di seguito, caro lettore, ecco una raccolta di app per esplorare il Feng Shui innovativo:
Flow Closet: app che ti permette di scoprire i marchi compatibili con la tua energia. Inserendo la propria data di nascita con mese, giorno e anno ti verrà calcolata una serie di possibili brand e marchi compatibili con te. Utile per riorganizzare la casa o il proprio armadio;
AI Feng Shui APP: app che ti permette di ottenere un’analisi istantanea della tua camera da letto, salone e le altre stanze della tua casa/studio di lavoro. Caricando la planimetria dello spazio domestico o lavorativo, otterrai consigli su come abbellire o armonizzare stanze, il tutto personalizzato. L’app fonde i moderni strumenti di intelligenza artificiale e i classici principi del Feng Shui;
Feng My Shui: app che si allontana dalle altre proposte per funzionalità. Questa permette di generare immagini d’interni, utili per trovare idee e ispirazioni per arredare la propria casa o spazio di lavoro;
AI Feng Shui Consultant: si tratta di un vero e proprio consulente Feng Shui, che ti guiderà nell’innovazione dei tuoi spazi. La cosa particolare? è un consulente virtuale, ma generato dall’AI, pensato per aiutarti a rivoluzionare la casa, semplificare il decluttering e ottimizzare l’organizzazione degli spazi.
Chiara Fonti
Feng Shui AI-Free, AI-powered Feng Shui advice
Flow Closet - Find Your Closet Feng Shui
Feng My Shui - Midjourney App & Stable Diffusion XL
Feng Shui Consultant Online | Ai Feng Shui Interior Consulting | New York